BOLOGNA- 9 Dicembre 2007 ore 17:00

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“Ma no, giuro sui demoni vindici di
sotterra, non sarà, non sarà mai ch’io
lasci i figli miei in mano di nemici”
Euripide – Medea


Nemici, Nemici per i quali si oserebbe – come Medea – uccidere i figli, per i quali si è disposti a sacrificare il proprio seme.
Perché nonostante l’affetto che si può avere per un figlio, il desiderio di vendetta si rivela più forte.
Vendetta contro la Chiesa e contro lo Stato, che si arrogano la facoltà di legiferare sulla genitorialità; come se si potesse decidere chi ne ha diritto o meno.
Con un Azione calata nel tessuto urbano, oggi ci costruiremo uno spazio nostro, un luogo rubato a quelle leggi che ci impediscono di essere madri, di essere padri. Che ci costringono a vergognarci di noi stessi e del nostro desiderio di procreazione; che ci impongono viaggi ed esilii da affrontare col cuore pesante come bagaglio e con valige stipate di paure dubbi e speranze.
Una performance pensata come viaggio, come ritorno da una feconda terra promessa; come passaggio davanti a gente che non sà – o non vuole sapere – ma che è costretta a una relazione, è obbligata a sentire il dolore, ed il peso che si deve portare se si vuole essere genitori in Italia.
Per questo, oggi uccideremo i figli con le nostre mani, con i nostri abbracci, con tutto il nostro amore.


Una famiglia, un’unica famiglia autonoma dove ognuno può essere sé stesso, senza compromessi, migra dalla performance dello scorso anno, attraversa via Indipendenza, si ferma in Cattedrale per un momento di riflessione, prosegue fino a piazza Maggiore e a palazzo D’Accursio dove l’azione entra nel vivo integrandosi con un pubblico ignaro.

Durante la performance verrà effettuata una documentazione video.

Testo a cura di: Sara Pitzalis